Home Attualità ASSOPOSTALE-CONFETRA: PRIMA AUDIZIONE ALLA CAMERA ED AL SENATO

ASSOPOSTALE-CONFETRA: PRIMA AUDIZIONE ALLA CAMERA ED AL SENATO

by admin

Per la prima volta in assoluto due soggetti privati, le associazioni di categoria delle imprese private (Assopostale – Confetra), sono stati ascoltati alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica nell’ambito dello schema di programma tra MISE e Poste Italiane. Nello specifico Assopostale-Confetra sono state ascoltate dalla VIII commissione del Senato (Lavori Pubblici, Comunicazioni) e dalla IX della Camera (Trasporti,Poste e Telecomunicazioni), depositando anche un vero e proprio studio (denominato “Audizione Assopostale – Confetra”), per il quale vi verrà presentata una sintesi in questo articolo.

“In Italia manca un’offerta chiara per Socia Assopostale l’accesso alla rete di Poste italiane. Tutti i volumi che oggi sono gestiti dagli operatori privati potrebbero confluire tranquillamente nella rete di Poste italiane se ci fosse una chiara offerta di accesso a prezzi equi. In questo modo non solo si andrebbe a contribuire a quello che è il vero costo del servizio universale, ma si andrebbero a ridare a Poste italiane quei volumi che corrispondono
alla piena operatività delle macchine installate presso gli hub”. Lo ha detto il Dr. Emanuel Bonanni, segretario generale di Assopostale, aderente a Confetra, l’associazione nazionale di riferimento degli operatori postali privati in possesso di regolare titolo abilitativo, nel corso di un’audizione alla Camera in commissione Trasporti nell’ambito dell’esame dello schema di contratto di programma 2020-2024 tra il Mise e Poste italiane spa.

“In primis bisogna chiarire che quando si parla di pacchi, parliamo all’interno del servizio unversale di invii postali e non di pacchi generici. In ordine all’art.5 riguardante “servizi al cittadino, alle imprese e alle pubbliche amministrazioni in digital divide” per il superamento del divario digitale degli utenti, confermiamo che non deve essere inserito nel contratto di programma per due considerazioni principali: la prima perché esula dal servizio universale e la seconda perché toglierebbe opportunità alle start – up innovative fatte di giovani operatori privati che hanno voglia di svolgere queste attività. Lo ha detto la dott.ssa Daniela Dringoli, Codirettore di Confetra, Confederazione che rappresenta operatori appartenenti all’intera catena logistica nazionale, tra cui courier e gli operatoripostali privati, nel corso di un’audizione alla Camera in commissione Trasporti nell’ambito dell’esame dello schema di contratto di programma 2020-2024 tra il Mise e Poste italiane spa.

 

L’analisi del contratto di programma succitato, dopo la premessa sulla normativa di riferimento, sul servizio postale universale, riguarda all’articolo 1 con due esempi (la posta business e le tariffe agevolate per l’editoria) ed in particolare si richiede l’esclusione dal SU (servizio universale) dei servizi rivolti alla clientela commerciale che prevedono invii in grandi quantità (la posta massiva e la posta raccomandata non c.d. retail), limitando così il SU a beneficio delle sole persone fisiche; l’art.2 dove si chiede di sostituire le parole “colli e pacchi”con le parole invii postali; gli artt.3 e 5 con relativi approfondimenti dove si chiede rispettivamente di integrare la disposizione specificando che la coerenza deve sussistere altresì con gli obiettivi di esigenze essenziali e di efficienza finanziaria del SU sempre al fine di rendere chiaro il confine tra il il SU e servizi da offrire in regime di libero mercato mentre per l’art.5 si chiede di cassare l’intero articolo dal contratto di programma; l’art.6 comma 4 si chiede di

specificare che l’incentivo all’efficienza del fornitore del SU è assicurato dal livello massimo delle compensazioni; infine (ma non per questo ultimo) le considerazioni aggiuntive sulle conseguenze del mancato accesso alla rete di Poste Italiane che interessano anche la partecipazione degli operatori postali privati alle gare d’appalto molto spesso impossibilitati a partecipare a causa degli alti vincoli imposti dalle Stazioni Appaltanti cui può ottemperare soltanto Poste Italiane ed il servizio di notifica degli atti giudiziari e delle multe. Sebbene il servizio di notifica degli atti giudiziari e delle multe per violazioni del Codice della Strada sia stato formalmente liberalizzato con la legge annuale per il mercato e la concorrenza n.124/2017 ad oggi gli operatori titolari di licenza individuale speciale per lo svolgimento del servizio sono ancora nell’impossibilità di operare a causa del mancato avvio dei corsi di formazione per la consegna degli atti giudiziari, obbligatori solo per gli operatori privati. Le linee guida per l’organizzazione dei corsi di formazione previste dalla delibera AGCOM 77/18/CONS sono state adottate dal Ministero della Giustizia nel marzo 2019 e ancora non si è provveduto a dare indicazione agli uffici UNEP competenti sul territorio su come procedere.

Redazione Mr. Magazine
Ufficio Stampa

Related Articles