Home Costume & Società L’Italia non fa acqua da tutte le parti: il nostro mare promosso dalla UE

L’Italia non fa acqua da tutte le parti: il nostro mare promosso dalla UE

by admin

Estate 2019: viaggio tra le spiagge Bandiere Blu e Plastic Free

Se siete indecisi su dove andare in vacanza quest’estate o se non potete allontanarvi troppo, non vi preoccupate: le coste del nostro Paese non vi deluderanno.  Se in Europa infatti siamo ormai abituati ad essere il fanalino di coda e a ad indossare la maglia nera dal punto di vista economico, almeno per quanto riguarda le spiagge sembra, infatti, che l’Italia sia sempre più blu e mantenga quindi un indiscusso primato.

I risultati vengono da un’autorevole fonte: il Rapporto annuale sulle acque balenabili stilato dalla Commissione europea e dell’Agenzia Ue per l’ambiente (Eea), che valuta la qualità delle acque balneari negli stati membri e che assegna all’Italia il primato di Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione (5.539 totali, di cui 4.871 marine e 668 interne). Dopo di noi Francia con 3.351, Germania con 2.289 (acque interne), Spagna con 2.228 e più staccata la Grecia con 1.598. https://www.eea.europa.eu/it/highlights/la-qualita-dellacqua-risulta-eccellente

Dal report inoltre emerge che nel 90% dei casi la qualità delle acque italiane analizzate è ottima e buona nel restante 5%, un dato ben oltre la media Europea che si colloca all’85%. Certo, il Rapporto rileva anche che ci sono siti balneari italiani di scarsa qualità che  aumentati rispetto a un anno fa da 79 a 89, ma i risultati sono comunque incoraggianti.

L’estate è tempo anche di Bandiere Blu, l’iniziativa della Foundation for Environmental Education che da 33 anni assegna i vessilli alle migliori spiagge in 49 Paesi europei ed extraeuropei sulla base di diversi requisiti

accomunati dall’obiettivo di promuovere la sostenibilità del territorio attraverso una serie di indicazioni che mettono al centro l’attenzione e la cura per l’ambiente.

Anche in questo caso l’Italia vanta numerose località da annoverare come casi di successo tra riconferme e nuove entrate.

I criteri utilizzati per redigere la classifica sono ben 33, divisi in quattro categorieeducazione e informazione ambientale (consiste, ad esempio, in attività di educazione ambientale, informazioni sulla qualità delle acque di balneazione e sui vari servizi), qualità delle acque di balneazione, gestione ambientale (la spiaggia deve essere pulita, dotata di cestini per i rifiuti per la raccolta differenziata e di un numero adeguato di servizi igienici; l’accesso alla spiaggia a cani e altri animali domestici controllato);  sicurezza e servizi (bagnini e attrezzature di salvataggio disponibili in spiaggia; attrezzature di pronto soccorso e piani di emergenza per far fronte ai rischi di inquinamento; servizi necessari per l’accesso ai portatori di handicap).

Quest’anno a guidare la classifica italiana è la Liguria con 30 località, seguita da Toscana (19), Campania (18) e Marche (15). Tra le Regioni “marine” per antonomasia, la Sardegna è presente in classifica con 14 località, tra cui la new entry Sant’Antioco (Carbonia-Iglesias); la Puglia conquista con Rodi Garganico (Foggia) quota 13 Bandiere. La Calabria va a quota 11 con due nuovi ingressi San Nicola Arcella e Villapiana (entrambe in provincia di Cosenza), mentre la Sicilia conquista 7 bandiere.

Nel resto d’Italia l’Abruzzo sale a 10, con l’ingresso di un lago, seguito dal Lazio a quota 9, il Veneto conferma le sue 8 Bandiere, così come l’Emilia Romagna che resta a 7 e il Friuli Venezia Giulia a 2. La Basilicata raggiunge quota 5 con Pisticci (Matera). Il Molise, invece, rimane con 1 Bandiera (Campomarino Lido).

E tra le Bandiere Blu non è strano vedere Regioni che prive di sbocco sul mare: infatti non sono solo le coste marine a venire premiate, ma anche le sponde dei laghi: quest’anno ben 17 località lacustri tra Abruzzo, Piemonte, Trentino Alto Adige e Lombardia hanno ottenuto un riconoscimento

In generale sulle nostre coste sta crescendo sempre più l’attenzione verso una gestione più consapevole e sostenibile del territorio. Molti comuni stanno persino anticipando l’applicazione della direttiva comunitaria che vieterà l’uso della plastica monouso dal 2021, bandendo fin da questa stagione l’utilizzo di questo materiale sulle spiagge, a favore di materiali biodegradabili e compostabili.

La sfida del “plastic free” vede la Romagna, la Puglia e la Toscana a fare da capofila nell’eliminare la plastica da spiagge e stabilimenti balneari. Anche i litorali di Linosa e Lampedusa in Sicilia, Lerici in Liguria e Tarquinia nel Lazio sono ormai “plastic free” e tanti altri comuni stanno seguendo l’esempio.

Il polietilene contenuto in bottigliette, bicchieri e posate rappresenta circa il 90% dell’inquinamento marino, una vera e propria minaccia per tutto l’ecosistema che non può più passare inosservata.

Ed essendo ormai tempo di vacanze, abbronzatura e tuffi  in mare se volete controllare  la qualità della spiaggia dove avete deciso di recarvi, potete dare un’occhiata al “Portale Acque” realizzato dal Ministero della Salute http://www.portaleacque.salute.gov.it/PortaleAcquePubblico/mappa.do

Il Portale offre inoltre ai cittadini la possibilità di visualizzare tutte le aree di balneazione, con i dati relativi allo stato di balneabilità in tempo reale e le informazioni ambientali delle singole località.

Dr.ssa Michela Petti
petti.michela@gmail.com

 

 

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