10 Motivi per la tua pubblicità sul magazine
1. Opera in un contesto in fortissima crescita.
2. Cattura l’interesse di aziende e privati.
3. Fa capo ad aziende che si occupano di servizi ed applicazioni esclusive.
4. Aumenta la possibilità di crescita e visibilità a livello nazionale.
5. Offre un supporto continuo ed efficace nella fase di allestimento grafico.

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Editoriale - Aprile 2015


I mali d'Italia. Lavoro e salute, partiamo da qui!

Come possiamo trovare le soluzioni giuste ai tanti mali d’Italia, se non troviamo le soluzioni giuste ai suoi primi e gravissimi mali della mancata produzione e della salute, sempre più compromessa da gravi sofferenze ambientali?

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Expo 2015

Expo 2015 - Nutrire il pianeta, energia per la vita 

Il tema proposto per l'Expo in Italia è “Nutrire il pianeta", "Energia per la vita”, e vuole includere tutto ciò che riguarda l'alimentazione, dal problema della mancanza di cibo per alcune zone del mondo a quello dell'educazione alimentare, fino alle tematiche legate agli OGM.

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:: NEWS

12 Dicembre 2012

La Redazione di Mr.Magazine
vi Augura un BUON NATALE e un
FELICE ANNO NUOVO.

Editoriale Dicembre 2012


18 Maggio 2012

Nuova sede per la redazione di Mister Magazine.
Via G.B.Vico Agropoli (SA)
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Ciao Francesco

Ultima modifica il Lunedì, 27 Luglio 2015 11:00

 

L'esdebitazione - Come funziona?

Il 2015 inizia caratterizzato da un’importante novità con Equitalia in tema di debiti, attuando l’entrata in vigore del decreto che rende operativo il cosiddetto "procedimento per la esdebitazione” e ne fissa i requisiti di accesso (in Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2015). Difficilmente accade che il fallimento riesca a soddisfare completamente i creditori concorsuali che, dopo la chiusura del fallimento, possono ancora esigere i crediti residui dall'imprenditore già fallito. Per favorire l'imprenditore persona fisica (non le società quindi e nemmeno, ma la tesi è controversa, i soci illimitatamente responsabili falliti insieme alla società), l'art. 142 permette all'imprenditore "meritevole" di liberarsi definitivamente dei debiti ancora residui; l'esdebitazione ha quindi in parte sostituito il vecchio istituto della riabilitazione, ormai abrogato.In alcuni casi è prevista la possibilità di rivolgersi al tribunale per avviare un piano che permetta ai cittadini di ridurre o cancellare i debiti, aderendo a misure alternative di “composizione della crisi da sovraindebitamento”.Secondo la legge 3/2012, il cittadino ha a disposizione due differenti procedure:il piano del consumatorel’accordo di ristrutturazione del debitoIl piano del consumatore può essere utilizzato da una persona fisica che non riesce a ripagare il proprio debito e che sia “meritevole”, cioè che non abbia fatto ricorso al credito in modo spropositato rispetto al suo patrimonio. In questo caso il consumatore può presentare al tribunale il proprio piano di rientro, tramite avvocato. Il giudice nominerà un organismo di composizione della crisi che fornirà un parere sul piano, dopo aver verificato la situazione patrimoniale del consumatore. Il tribunale deciderà in base al parere dell’organismo, senza chiedere il consenso dei creditori.Anche l’accordo di ristrutturazione del debito prevede un intervento del tribunale, che dovrà valutare la richiesta di privati cittadini, professionisti, associazioni, start up innovative, imprenditori agricoli e piccoli commercianti. In questo caso non vi è il requisito di meritevolezza, ma il giro d’affari non deve superare le soglie di legge per essere soggetti a fallimento.
Inoltre questo accordo necessita dell’assenso dei creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti. In presenza delle condizioni previste per la concessione dell’esdebitazione, il giudice dichiara inesigibili i crediti non integralmente soddisfatti nei confronti del debitore, fatta comunque salva la possibilità di proporre reclamo.
È bene infine precisare che il provvedimento di esdebitazione può essere revocato in qualsiasi momento dal giudice se viene accertata la presenza di cause di esclusione del beneficio oppure se risulta che è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo, se è stata sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo, o se sono state simulate attività inesistenti.L’intenzione che giustifica questa nuova possibilità di recupero è rivestita dall’opportunità di fare in modo che i debitori non restino schiacciati dal peso dei debiti in un periodo di particolare difficoltà, in modo da metterli in condizioni di riprovare a ripartire da zero (di qui l’espressione fresh start spesso ricorrente in tali ipotesi) recuperando un ruolo attivo nell’economia.

Dott. Francesco Paduano

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 10:12

 

Se tre miliardi di pagamenti elettronici vi sembrano tanti



In Italia i cantieri delle riforme finanziarie e creditizie sono sempre al lavoro. Ma che cosa accade realmente sui mercati nostrani all’alba della SEPA e dell’Unione Bancaria? Proviamo a immaginarlo con l’aiuto delle serie storiche sui servizi di pagamento dal 2000 al 2013 che sono state pubblicate sul sito della BCE ai primi di settembre 2014 e che si riferiscono a tutti i paesi che compongono l’EU, anche se vi predominano tre paesi con una quota di mercato complessivamente pari a quasi il 60% del totale: vale a dire Germania, UK e Francia.I servizi di pagamento alle famiglie e alle imprese sono stati in forte crescita negli anni duemila nonostante le varie crisi; in tredici anni il numero di transazioni raddoppia, dai 51 miliardi del 2000 ai 100 miliardi del 2013; in dettaglio, a fine 2013 le operazioni con carte di pagamento (incluse quelle con moneta elettronica) sono state 45 miliardi, i bonifici 27 miliardi e gli addebiti diretti 24 miliardi, mentre gli assegni bancari, che sono tra gli strumenti che avranno vita solo a livello domestico, si sono ridotti a poco più di 4.La maggiore crescita appartiene alle transazioni con carte di pagamento, passate nel periodo da 13 a 45 miliardi. Ne deriva che i paesi leader nel mercato delle carte sono anche leader nell’intera industria dei pagamenti. Queste tendenze sono proprie non solo dell'Europa, ma anche dei paesi dell'America settentrionale: insieme queste due aree rappresentano i due terzi delle transazioni del pianeta e di quelle con carte di pagamento.Nel valutare in termini dinamici quel che è accaduto nel periodo considerato nel nostro continente possiamo raggruppare i 27 paesi EU in quattro categorie.Nella prima troviamo i tre paesi già citati di Germania, Francia e UK, che insieme raggiungono, nel 2013, 58 miliardi di transazioni contro i 36 miliardi di dieci anni prima con quote pressoché uguali tra di loro. Sono i veri leader incontrastati ed è interessante notare che UK e Francia mantengono una quota sensibilmente elevata di assegni sebbene in diminuzione; l'UK passa da 2,5 miliardi del 2001 a poco meno di un miliardo, la Francia da 4,3 a 2,5 miliardi. In termini di quote di mercato, le tre nazioni leader perdono qualche punto a vantaggio soprattutto dei paesi del secondo gruppo che avevano livelli molto bassi di operatività all'inizio del secolo. In sostanza, la flessione delle quote dei paesi leader è dovuta al rapido allargamento e redistribuzione del mercato per l’ingresso nell’arena competitiva di nuovi Paesi.Il secondo gruppo comprende, infatti, paesi outsider che entrano tardi nel mercato rispetto a quelli della prima categoria, ma imprimono una notevole accelerazione alla propria operatività, tanto da passare, complessivamente, da appena 6 a più di 21 miliardi di transazioni nel giro di pochi anni. Essi sono: Spagna (+4 miliardi), Olanda, Polonia e Finlandia (ciascuna con +3miliardi), e Svezia con più 2 miliardi.Con risultati ugualmente degni di nota si segnalano Belgio, Danimarca, Portogallo e Austria, con una variazione di circa un miliardo di transazioni ciascuno.Ai 12 paesi europei dei due gruppi ora esaminati fa capo a fine 2013 la quasi totalità delle transazioni di piccolo importo: l’85% del totale EU.Al terzo raggruppamento appartengono 14 paesi: quelli piccoli dell’euro (Cipro, Malta, Grecia, Lussemburgo, Estonia, Slovenia, Slovacchia, Finlandia) e i paesi dell’ex blocco sovietico che presentano valori davvero trascurabili (Lettonia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Lituania e Repubblica Ceca). Insieme costituiscono circa il 10 % delle transazioni che si svolgono nei paesi EU.Nel quarto gruppo vi è solo l’Italia, paese che vale in termini di PIL il 12% dell’intera area, ma che pesa davvero poco nel mercato delle transazioni evolute con appena il 4,5% del totale nel 2013, addirittura in discesa rispetto al 2001 quando faceva segnare il 6%. In valore assoluto la performance è deludente passando da 3 miliardi di operazioni a 4,5, e per giunta con circa 1 miliardo di queste rappresentate da strumenti che non sono SEPA compliant, quali bollettini postali, assegni, ricevute bancarie, cioè a dire mezzi con un minor grado di standardizzazione e di tracciabilità. Se l’Italia avesse nel settore lo stesso peso del proprio Pil, il numero di transazioni non in contante salirebbe a ben 12 miliardi l’anno, con indubbi benefici per la collettività tutta.Questi i numeri che fanno sorgere diverse considerazioni.Di questo asfittico mercato dei servizi bancari nel nostro paese si occupano (ma sicuramente ne dimentichiamo qualcuna) un numero non banale di autorità con una continua profusione di norme comportamentali, non sempre allineate e spesso contraddette, ispirate a una vasta pluralità di obiettivi: di trasparenza, di sorveglianza sui sistemi di pagamento, di vigilanza prudenziale, di riservatezza, di concorrenza, di tutela del consumatore, di contrasto al riciclaggio, al terrorismo, alla corruzione e alla evasione fiscale.L’imperativo categorico alla base di queste regole settoriali è la regola aurea del KYC-Know Your Customers. Eppure le operazioni di pagamento sono sempre le stesse: poco più di tre miliardi negli ultimi quindici anni.In futuro, l’evoluzione della specie dei controlli si arricchirà di un ulteriore a nello nella scala della durezza regolamentare: i limiti alle commissioni interbancarie sulle operazioni con carte di debito e di credito (le interchange fee oggetto di un prossimo Regolamento UE), che sono state richieste durante il semestre di presidenza italiana della Unione e accettate dai maggiori circuiti internazionali. L'introduzione di prezzi amministrati (0,2% per le carte di debito, 0,3% per le carte di credito sui volumi delle transazioni) rischia di essere controbilanciata dalla crescita di altre componenti di prezzo dei pagamenti elettronici a carico dei consumatori finali, rallentando il percorso faticosamente avviato di sviluppo delle transazioni elettroniche.Si prevedono ulteriori balzelli e ovviamente ulteriori controlli presumibilmente sempre sulle stesse quantità.Quindi ecco dipanarsi la trilogia che in termini di governance blocca fermamente da tempo il nostro paese: il massimo dei controlli su un numero misero di operazioni di un sistema economico/finanziario che produce, invece, secondo le statistiche degli organismi internazionali, uno dei maggiori livelli al mondo di corruzione e di evasione fiscale!Che fare di questo quadro desolante? Provare a immaginare il futuro. Come nella celebre novella di Pirandello “La carriola”, nella quale il protagonista inventa con il suo cane il gioco della carriola per superare la palese e irreversibile insoddisfazione verso il reale che non lo appaga più, insomma uno sforzo immane di surreale immaginazione.Oltre a discettare di riforme del credito cooperativo, delle popolari, delle bad bank proviamo anche a immaginare quali banchieri e quali controllori desidereremmo: un po’ come portare a spasso la carriola di Pirandello. Altri, in altri paesi, lo hanno già fatto e hanno preferito la banca elettronica alla banca con il bancone del contante sempre aperto.Rinnovarsi è un dovere per scrollarsi di dosso la fama di un'economia poco trasparente, fonte di inefficienze e quindi costosa e rischiosa per le istituzioni, per gli intermediari e, soprattutto, per il cittadino.E se proprio vogliamo affrontare la questione in termini di governance il nostro invito è di consultare con sistematicità l'archivio “dei delitti e delle pene, cioè delle sanzioni applicate ai banchieri” dai siti www.bancaditalia.it e www.consob.it, tanto da poter avere a nostra volta, come consumatori, un motto anch'esso di facile traduzione: KYB, cioè Know Your Bankers! E, sempre per dirla con Pirandello, "non è possibile ammettere che io scherzi per un attimo solo”!

Daniele Corsini

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 09:41

 

Come coniugare profitto e sociale - UniPoste S.p.A.



Consolidare il ruolo di Operatore Globale attraverso la diffusione delle proprie eccellenze e la creazione di un centro servizi nazionale ed internazionale atto a favorire le comunicazioni, i pagamenti e gli scambi logistici, generando significativi vantaggi economici e di servizio. Creare opportunità per il Paese grazie alla dimensione globale, promuovendo soluzioni innovative di servizio basate su piattaforme e infrastrutture pienamente integrate, flessibili e sicure; contribuire allo sviluppo attraverso la presenza capillare sul territorio, la valorizzazione delle persone e la specializzazione delle competenze.”

Questa è la mission del gruppo Poste Italiane sembra copiata dai principi che hanno mosso i soci e i sostenitori di UniPoste S.p.A. nel creare la Società.

UniPoste rappresenta un progetto ambizioso ed innovativo sotto ogni profilo, posizionandosi come soggetto collocatore di prodotti bancari di pagamento e strumenti accessori TLC, in qualità di società emittente diretta, ovvero issuingdei propri prodotti, attraverso l'apertura di Sportelli leggeri su tutto il territorio.
Negozi che proporranno anche prodotti di consumo quotidiano per le famiglie quali: capsule caffe, accessori per telefonia, device, contratti multi utility, etc.In questa ottica ha già operato con alcuni network esistenti e con cui ha stretto accordi di partnership strategica che le consentono di essere immediatamente presente su tutto il territorio, quindi diventa quasi automatica l’intenzione di sancire una collaborazione più stretta, con Poste spa per proporsi come prosecutori di servizi globali, nelle location che Poste Italiane per scelta ha deciso di chiudere. UniPoste S.p.A. potrebbe “continuare” i servizi (che comunque verrebbero presi da Poste Italiane quelli di uso classici quali: spedizioni, pagamento bollettini, utenze, etc.) senza creare le attuali conflittualità di cui leggiamo nelle cronache. Ovviamente dove queste operazioni abbiano senso e si riescano a portare in continuità. Il Dr. Passera, che veniva dal settore bancario, aveva capito perfettamente che il business tradizionale delle poste era praticamente senza speranza, ma che le Poste Italiane potevano essere un'eccezionale rete commerciale per i prodotti finanziari grazie ad alcune peculiarità straordinarie per chi ha “pacchi” e “lettere” da spedire e bollettini da incassare e pagare. Le Poste Italiane hanno una capillarità di presenza dei loro uffici che qualsiasi banca si sogna. Secondariamente hanno una buona parte della clientela fatta di pensionati e persone di scarsa cultura finanziaria.
In terzo luogo le Poste hanno un tesoro enorme: ovvero sono i collocatori del tradizionale risparmio postale. 
Questi plus hanno sempre consentito a Poste Italiane di poter fare il “sociale” avendone comunque beneficio e agio.
La diminuzione del traffico postale classico, la cultura finanziaria comunque aumentata nei suoi risparmiatori ha costretto Poste a rivedere notevolmente il proprio ruolo e business e dopo l’era Sarmi, tocca al CEO Caio rivoluzionare il sistema del Gruppo Poste. Anche per questo grande gruppo la Sicilia è un punto di partenza, vedasi presentazione in Febbraio del nuovo piano industriale, avvenuta a Palermo. UniPoste S.p.A. si pone quindi come player nazionale, alternativo e complementare alla rete Poste Italiane, soggetto unico (ed ibrido) nel nostro panorama che crede nella forza del gruppo e dei soci operatori e non semplici portatori di denaro.
Da qui proposte e accordi che sono in itinere con network presenti da anni sul territorio e specializzati e leader nel proprio settore , quali: Gruppo Fondocasa (100 negozi e 70 promotori immobiliari ottimamente preparati), Sicil by Car (leader nazionale noleggio auto a breve termine e da poco ben presente anche nel lungo termine), Harley & Dickinson (leader dei servizi agli amministratori di condominio, con oltre 16.000 amministratori in data base ), rete Confapi Veneto e comitato promotore della costituenda Banca Cattolica Internazionale (qui si apre il mondo del credito distribuito e del giusto profitto e non della Finanza d’affari che tanti disastri ha combinato ovvero costituire una nuova banca popolare che dia veramente sostegno alle famiglie ed alle imprese italiane), Libra People Company, prima società a capitale e azionariato diffuso che rappresenta per UniPoste S.p.A. una presenza forte nel territorio siciliano, vero laboratorio del credito, e non solo, da sempre e, grazie a cui ci sarà un buon nucleo di imprenditori nel capitale sociale e che consentirà al marchio UniPoste S.p.A. di avere più di una finestra nel Mediterraneo e non solo .

Ecco che lentamente emerge questa splendida realtà che è UniPoste, che eroga servizi di monetica ma non è una Banca, eroga servizi classici di spedizione (lettere, pacchi, plichi), eroga prestazioni ad alto valore aggiunto ed utili alla famiglia ma non è una Boutique multi brand, non è un bar ma puoi comprare caffè, non è una mayor telefonica ma vende device, comunicazione e SIM; puoi comprare e vendere casa anche se non è un’agenzia immobiliare, puoi trovare opportunità per un bel viaggio o un buon noleggio auto, puoi ricevere anche solo un consiglio su come meglio gestire i tuoi acquisti, magari utilizzando la carta UniPoste ed avendone solo da guadagnare mentre spendi, insomma UniPoste vuole essere un vero punto di incontro e aggregazione per le famiglie e delle famiglie.
UniPoste crede nel futuro ed il futuro è il ritorno al servizio per le famiglie. Una azienda che pensa anche al sociale tanto da proporsi per supportare un gruppo quale Poste Italiane nel continuare a dare il servizio al territorio che tanta fortuna ha fatto per loro e continua a fare, visto che anche nell’ultima legge di stabilità sono stati confermati significativi contributi per permettere che vengano erogati i servizi essenziali nelle aree periferiche. Su questo ci sarà, non cercato, il sostegno di tutte le forze politiche e sociali presenti sul territorio. Nel dare più servizi in un solo punto verrà creata nuova occupazione…Insomma. È nata una bella realtà: succede anche questo in Italia…“UniPoste S.p.A., facciamo IMPRESA insieme.www.uniposte.eu

Nino Calogero

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 10:26

 

Facciamo Impresa Insieme - Entra in UniPoste



Dopo oltre 2 anni di lavoro tra analisi, studi di settore e verifiche normative, un gruppo di professionisti ha concretizzato un’idea di impresa capace di sviluppare un nuovo modello di business.I soci promotori forti della propria esperienza decennale nei settori di consulenza finanziaria ed aziendale, grazie alla liberalizzazione del mercato, avvenuta nel 2011, si sono convinti a dare vita alla UniPoste S.p.A., la quale può oggi vantare di una notevole efficienza nel settore del Credit Management & Info Business Service - Tlc, grazie ad una gestione professionale, chiara, rapida e riservata del suo management e dei suoi Partners.Ragion per cui, le pregresse esperienze, gli approfonditi studi di mercato, nonché le esigenze di nuove domande e l’introduzione di innovazioni tecnologiche, in linea con i cambiamenti delle abitudini delle persone (consumatori), in aggiunta a molteplici disservizi vissuti presso gli sportelli pubblici, si è riunito un gruppo di lavoro, formato da professionisti/imprenditori, i quali, avendo vagliato da un lato le molteplici lacune in taluni settori e dall’altro le grandi occasioni ed opportunità di business, si “propongono” di sviluppare una nuova concezione di mercato atta a soddisfare le esigenze richieste e nel contempo, di dare esecuzione alla creazione di una nuova impresa capace di costruire valore, efficienza e generazione di profitti.UNIRE le forze, l'etica professionale, l'esperienza, è ciò che oggi ne costituisce la differenza. L’UNIONE CREA LA FORZA, ecco perché la scelta del nostro brand UNIPOSTE... UNIONE... INSIEME.... 
Già esistono svariati competitors che offrono servizi limitandosi semplicemente a ciò che possono erogare solo su singoli settori, senza improntare un’offerta completa ed integrata, in quanto quest’ultima necessita di determinate caratteristiche strutturali-organizzative e finanziarie, nel rispetto delle normative vigenti. La UNIPOSTE S.p.A. si presenta nel mercato nazionale con tutto ciò che manca ai competitors, grazie alle sinergie create con svariate imprese di settore sia nazionali che comunitarie, i quali UNITI, raggruppano la gamma di servizi e prodotti in un'unica PIATTAFORMA HUB, quindi la UNIPOSTE S.p.A. si pone sul mercato con una infinità di servizi i quali, vanno a soddisfare in primis le esigenze dei consumatori, ma al contempo permette un aumento di pedonabilità nelle filiali e Store UNIPOSTE.  Chi aderisce al network UNIPOSTE non sarà il classico “affiliato”, bensì, grazie al nuovo “format”, coordinerà un punto vendita innovativo e dinamico “Sportello Leggero”, ovvero UniPoste Store.L’ampiezza della gamma dell’offerta ne determina una sinergia commerciale meritevole, a garanzia dei consumatori/clienti, in quanto l’utente che si recherà presso gli sportelli della UNIPOSTE S.p.A. potrà usufruire di tutti i servizi postali, di pagamento ( multiutility market ), come il pagamento di qualsivoglia utenza, ricariche telefoniche nazionali ed internazionali, visure camerali, catastali e Pra, prenotazione alberghi, aerei e biglietteria di ogni genere, spedizioni di prioritarie, raccomandate e pacchi...acquisto di prodotti Telefonica, Smart-phone e consumabili per ufficio.Altresì presso ogni singolo sportello UNIPOSTE S.p.A. il cliente/utente, potrà acquistare una infinità di prodotti a marchio UNIPOSTE, come telefoni cellulari, tablet ed accessori per telefonia.
Ma le novità non si fermano in quanto presso i nostri negozi, i clienti potranno usufruire di nuovi servizi inerenti le linee telefoniche, ADSL e VoIP e prodotti assicurativi. In merito ai prodotti bancari, il nostro cliente, potrà aprire il proprio conto corrente sia personale che alla propria azienda, nonché potrà usufruire delle carte di credito a marchio UNIPOSTE, come attivare il servizio POS di nuova generazione per accettare nelle proprie attività commerciali i pagamenti tramite carte di credito.Quanto riportato in epigrafe i nostri affiliati/filiali, potranno godere di ottimi guadagni senza alcun rischio. Ad ogni filiale verrà consegnato oltre al brand, tutto l'arredamento CHIAVI IN MANO ed il project plan di avviamento. I negozi UNIPOSTE adotteranno il medesimo format di arredamento ed allestimento, nonché collegati al sistema informativo centrale UNIMAN® piattaforma gestionale HUB di proprietà della S.p.A. UniPoste.Il nostro personale verrà formato al fine di apprendere i nostri servizi ed i criteri assuntivi, nonché come dovrà porsi nei confronti della clientela. Il nostro cliente dovrà percepire sicurezza, affidabilità, cortesia e professionalità; da qui ne derivano le caratteristiche richieste dalla UNIPOSTE S.p.A. sul candidato ideale.La quadratura richiesta varia da un minimo di 30/50 metri ad un massimo di 100/120 metri, in una location con intensa pedonabilità e zone commerciali.Il progetto S.p.A. si completa con un piano industriale molto importante che ha visto, già dalla nascita, la creazione di tre sedi operative: nord, centro e sud Italia. Nello specifico la sede legale a Roma con Direzione Generale ad Agropoli (SA) e succursale nel Friuli Venezia Giulia.
Il programma di sviluppo prevede l’apertura di numerosi punti vendita sotto l’insegna Uniposte Store sia con aperture dirette che tramite affiliazione al nostro network di tiratura nazionale con copertura per l’intero territorio italiano.Il nostro piano di sviluppo prevede figure professionali a supporto delle attività sul territorio (area manager) che opereranno come coordinatori territoriali.
Chi è interessato ad approfondire il progetto industriale Uniposte Store puo’ compilare il form sul nostro sito e verrà contattato da un responsabile dell’area sviluppo.

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 10:19

 

Le reazioni avverse del Nichel



Il nichel è un potenziale allergene in grado di provocare una fase tardiva, ovvero una  reazione di ipersensibilità cellulo-mediata nota come dermatite allergica da contatto. Tuttavia, ci sono segnalazioni in letteratura che le reazioni allergiche al nichel sono spesso associate a reazioni con altri metalli quali il cromo e il cobalto, anch’essi potenti allergeni.Si parla di allergia quando l'organismo, per motivi ancora sconosciuti, reagisce in modo anomalo ad una sostanza (definita allergene) che è innocua per la maggior parte delle persone. In questa reazione viene coinvolto il sistema immunitario attraverso la formazione di anticorpi specifici, chiamate immunoglobuline IgE.
La formazione di anticorpi avviene al primo contatto con l'allergene; alla successiva esposizione, l’unione dell'anticorpo con l'allergene determina la liberazione da particolari cellule di una sostanza, l'istamina, che è la principale responsabile dei sintomi caratteristici di tutte le reazioni allergiche. Nel caso dell'allergia al nickel la reazione compare quasi sempre in seguito al contatto con oggetti metallici (allergia da contatto). Si tratta di una delle più diffuse allergie da contatto: è stato calcolato che circa il 10% delle donne adulte occidentali soffra di allergia al nickel, attribuibile alla sempre maggiore diffusione della ''moda'' degli orecchini e del piercing.Come si manifesta? L'allergia al nickel si manifesta principalmente con una dermatite da contatto e, in caso di contatto continuato, con eczema. Nella zona di contatto compaiono eritema, desquamazione, vescicole ripiene di liquido chiaro; successivamente le vescicole si possono rompere e trasformarsi in crosticine. Spesso le persone affette da dermatite da contatto presentano altre malattie allergiche (es. asma o rinite allergica) o hanno storia familiare di allergia. Raramente, in seguito all'assorbimento del metallo per via intestinale, l'allergia si può manifestare con asma.
Dove si trova il Nickel? Il nickel è un metallo praticamente ubiquitario: sono particolarmente ricchi di nickel tutti gli oggetti metallici soprattutto ornamenti e gioielli di bigiotteria, ma anche utensili da cucina e da lavoro, ad eccezione degli oggetti in oro e quelli in acciaio inox che ne contengono piccolissime quantità. Inoltre, lo si trova, anche se in tracce, in altri prodotti come i cosmetici, i detersivi, le tinture per capelli e, anche se in quantità infinitesimali, persino in numerosi alimenti.

Ecco un breve elenco di alcuni degli alimenti che contengono più nichel:- Cioccolato e cacao in polvere: il cioccolato è una delle fonti di nichel più concentrate. Il cioccolato fondente contiene 2,6 microgrammi per grammo, il cioccolato al latte 1,2 e il cacao in polvere 9,8 microgrammi per grammo.- Anacardi: gli anacardi contengono 5,1 microgrammi di nichel per grammo. Tra la frutta secca, gli anacardi sono una delle maggiori fonti di nichel, a cui sarà necessario fare più attenzione, soprattutto se presenti in tracce nei prodotti industriali e confezionati.- Pomodori e ortaggi: tra gli ortaggi più ricchi di nichel troviamo i pomodori, ma il nichel è contenuto anche in asparagi, broccoli, carote, cavoli, cavolfiori, fagiolini, finocchi, lattuga, sedano, radicchio e altri ortaggi. Sono di solito più tollerati: cetrioli, zucca, zucchine, melanzane e peperoni.- Spinaci: anche gli spinaci contengono una certa quantità di nichel, (0,30 microgrammi per grammo) e sono tra le verdure da tenere maggiormente sotto controllo in caso di allergia o intolleranza al nichel, accanto a cibi come pomodori e lenticchie.- Legumi e frutta secca: chi è allergico al nichel potrebbe dover moderare il consumo di legumi e di frutta secca, con particolare riferimento alle lenticchie, alla soia, alle noci, alle nocciole e alle mandorle. I fagioli rossi, ad esempio, contengono 0,45 microgrammi di nichel per grammo.- Frutta essiccata: la frutta essiccata contiene quantità di nichel maggiori rispetto alla frutta fresca e ciò potrebbe dipendere anche dai trattamenti industriali. Tra la frutta essiccata possiamo trovare fichi, uvetta, albicocche e prugne.- Bevande: chi è particolarmente sensibile al nichel dovrebbe fare attenzione ad alcune bibite e bevande, con particolare riferimento alla cioccolata, al caffè, al tè e alla birra, ma anche a tutte le bibite contenute in lattina.- Cibi in scatola: i cibi conservati possono incrementare il loro contenuto di nichel a causa del materiale del contenitore. Attenzione a lattine e scatolette. Tra i cibi in scatola si possono trovare tonno, carne, legumi, frutta e verdure. Meglio scegliere le alternative fresche o confezionate in altri materiali in caso di allergia al nichel.- Cereali: tra i cereali più ricchi di nichel troviamo l'avena, il mais, il miglio e il grano saraceno. Bisogna prendere in considerazione sia i cereali in chicco che le relative farine e i prodotti confezionati che possono contenerle.- Frutti di mare e pesce: per quanto riguarda gli alimenti non vegetali, tra le maggiori fonti di nichel troviamo i frutti di mare e il pesce (ben nota fonte di metalli pesanti), con particolare riferimento alle ostriche, al salmone, ai gamberi e alle cozze, ma anche ad aringhe e sgombri.Come sapere se si è allergici al Nickel? L'unico metodo per diagnosticare con certezza l'allergia a questo metallo è il patch test in ambiente ambulatoriale. Questa tecnica prevede l'applicazione sulla pelle della scapola di dischetti di cellulosa imbevuti di nickel solfato: il test è considerato positivo in caso di comparsa di eritema nella zona di applicazione.
La lettura dei risultati viene effettuata dal medico a distanza di 48-72 e 96 ore.Cosa fare se il test allergenico è positivo?Una volta che è confermata l'allergia, l'unico provvedimento terapeutico efficace è la completa eliminazione del contatto con la sostanza stessa, anche se questo è oggettivamente difficile perché le fonti sono spesso sconosciute. Per quanto possibile, sarà opportuno quindi evitare il contatto diretto con qualsiasi metallo (monete, chiavi), non indossare gioielli di bigiotteria, limitare il consumo di cibi in scatola (non smaltata internamente) e fra i cosmetici e i prodotti per l'igiene, dare la preferenza a quelli nickel-tested, sottoposti cioè a controlli per garantire l'assenza di questo metallo oppure a ditte che ne dichiarano l'assenza nei loro prodotti. Le persone allergiche al nichel devono evitare gli alimenti che hanno un’alta quantità di nichel per non incombere nei tipici disturbi gastrointestinali, disturbi respiratori, disturbi neurologici e altri disturbi generali nonché sintomi cutanei. 
Nella dieta per allergia al nichel bisogna ricordare di evitare qualsiasi cibo in scatola in quanto, soprattutto se si tratta di un alimento acido (come pomodori, aceto e limoni), incrementa il rilascio di nichel dal contenitore.
Il nichel contenuto negli alimenti viene assorbito nell'intestino ed eliminato nelle urine e nelle feci; la quantità introdotta quotidianamente è nell'ordine di pochi microgrammi, ma la sua presenza nei cibi può raggiungere anche centinaia di milligrammi, soprattutto nei prodotti ortofrutticoli ricavati dalla coltivazione di terreni inquinati.
Per la cottura non devono essere usati utensili nichelati. Non va bevuta né usata per cucinare la prima acqua che esce dal rubinetto la mattina, poiché il nichel può essere stato rilasciato dal rubinetto durante la notte.
È chiaro che una dieta che escluda gli alimenti che contengono nickel, presenta una maggiore difficoltà di attuazione, proprio perché il nickel è presente in numerosi alimenti e vanta un'importanza biologica ben determinata, pertanto, la sua introduzione con gli alimenti è necessaria per il mantenimento dell'omeostasi metabolica. La sua funzione biologica è essenzialmente implicata nel metabolismo ormonale, mantenimento dell'integrità delle membrane cellulari, costituzione enzimatica (arginasi, tripsina, carbossilasi ecc), metabolismo del glucosio e quello dei lipidi, stabilizzazione degli acidi nucleici. Se, per diversi motivi non si può evitare assunzione di alimenti contenenti alte dosi di nickel o il contatto, il medico potrà prescrivere alcuni farmaci per trattare i disturbi correlati a prurito ed eritema.

Angela Cassese

Ultima modifica il Giovedì, 02 Aprile 2015 10:43

 

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